Diedro Zeni con attacco diretto Grill-Piz Ciavazes

ivan sulla cengia dei camosci

Domenica 15 Settembre Ivan Maghella e io partiamo in direzione del Passo Sella. Ivan, da buon “collezionista” di vie, ne ha ripetute moltissime sul Piz Ciavazes, ma il Diedro Zeni è come la figurina Panini del supercampione: manca.

Vivremo una giornata di arrampicata fotonica, sovrastati da un cielo azzurro meraviglioso. Personalmente, una delle giornate di arrampicata che difficilmente dimenticherò.

Quando dopo le ultime fatiche, sono sbucato sulla Cengia dei Camosci, seduto sull’erba, circondato da quel panorama, ho pensato che probabilmente il Paradiso esiste. Un profondo senso di pace mi ha afferrato, ed è stata una sensazione fantastica.

la parete vista da sotto

Attacco: Dal Passo Sella si prende il sentiero che porta sotto i torrioni di Sella. Arrivati sotto la direttiva del Diedro, ben visibile, si prosegue in obliquo a sinistra in salita, per erba e roccette. Puntare a delle placche nere, per poi entrare in una sorta di antro dove si vedono due cordoni, uno in un chiodo.

Diedro Zeni con attacco Grill,230 mt circa VII,VI+ A0

1°tiro

1° tiro: dal chiodo alzarsi in placca puntando al primo kevlar, posto a 5 metri. Continuare dritti per placca, puntando a un bombè con buone prese. Difficile proteggersi, il passo risulta obbligatorio e l’ultima protezione è un kevlar bianco non vicino. Traversare poi a destra, dove si trova la sosta con due chiodi e un cordone. VI,VI-,VI 25 mt

2° tiro: alzarsi dalla sosta con passi atletici, puntando al cordone posto a 7-8 metri. Con passo tecnico e per nulla banale proseguire in placca. Giunti al chiodo, secondo me la via prosegue verso destra. Ivan Maghella invece crea una linea prima in obliquo a sinistra, poi in obliquo a destra proteggendosi con friend, spuntoni e un chiodo da lui piantato. Se non avete le capacità alpinistiche di Ivan, meglio seguire la linea originale, anche se è probabile che sia saltato fuori qualcosa perché lui non vedeva nulla. VI+,VI,V 40 mt

3° tiro: dalla sosta spostarsi leggermente a destra e affrontare la non facile placca, protetta da due chiodi. Terminata la placca, ci si protegge con un friend in fessura (attenzione alla roccia), per poi proseguire su terreno facile fino alla comoda sosta su spit artigianale e fix. VI+,V 30 mt

4°tiro

4° tiro: (variante Grill) Traversare decisamente a destra, puntando ai kevlar. Proseguire su lama fessurata, proteggendosi a friend e prestando attenzione allo stato della roccia. Innumerevoli blocchetti instabili. Sosta scomoda appesi. V+,VI 25 mt

tiro fantastico

5° tiro: tiro fantastico. Fessura molto atletica da affrontare in dulfer.Sul tiro due chiodi e due kevlar, ma ci si protegge benissimo a friend. Sosta su tre chiodi, rinforzabile con nut piccolo, sotto l’evidente diedro. VI+,VI 25 mt

ivan impegnato sul diedro

6° tiro: affrontare il bellissimo diedro, in alcuni tratti veramente aggettante. Il tiro non è molto chiodato e noi lo abbiamo trovato veramente impegnativo. Si sosta sotto il tetto su chiodi, rinforzabile con friend. VI+,30 mt

7° tiro: tiro molto esigente. Superare il tetto, con passi veramente fisici e duri (prese risolutive bagnate ). Usciti dal tetto, prestare attenzione perché le difficoltà calano, ma risulta difficile proteggersi. Risalire la placca atletica, proteggersi con un nut medio e traversare per lama verso sinistra. Passo obbligato e molto psicologico. Superato questo, tra roccette prima e erba poi, arrivare alla cengia dei camosci puntando al golfare cementato verso sinistra. VII,VI+ A0,VI,III 45 mt

felicità a fine via

Discesa: dalla cengia dei camosci scendere per sentiero con tratti di arrampicata (I-II grado). Solito sentiero di discesa, abbastanza evidente.

Considerazioni: via molto bella, ma anche molto impegnativa sia dal punto di vista atletico che dal punto di vista mentale. Come dice Ivan, non per tutti. Bisogna avere occhio e sapersi muovere lontano dalle protezioni, spesso non buone. Piccolo consiglio: la via non è lunga. Se la giornata è bella, non portatevi dietro uno zaino troppo pesante perché la via è atletica e da secondi si soffre parecchio.

Pubblicato da Gianluca

Mi chiamo Gianluca Forti,amo arrampicare e allenarmi per raggiungere i miei obbiettivi. Il blog nasce per relazionare le vie che ripeto con i miei compagni di cordata. L'arrampicata è uno sport pericoloso,e chi lo pratica lo fa a suo rischio e pericolo. Non mi assumo nessuna responsabilità.

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