Ma tu non hai paura?-Soldato Blu Val Salarno

Avete mai avuto un sogno nel cassetto? Il mio sogno arrampicatorio più grande è stato ripetere “Soldato Blu” in Val Salarno. Sarà l’alone di mistero che questa via aveva attorno a sè, oppure il fatto che uno dei due apritori fosse un mio grande amico (Guido Bonvicini). Rimane che da quando ho iniziato a scalare la mia ambizione più grande è sempre stata quella.

Tra il 2017 e il 2018 sono andato al rifugio Prudenzini otto volte. Alcune per scalare, altre per correre; fatto sta che tutte le volte che arrivavo vicino al famoso Cornetto di Salarno me la facevo letteralmente sotto. Per chi ha giocato a tennis la sensazione è la stessa del “braccino”: blocco totale di coordinazione tra mente e corpo, con conseguente caduta verso l’inevitabile sconfitta.

Non ho mai pensato di essere meglio degli altri perchè arrampico. Quella storia che lo sport praticato è lo sport migliore al mondo, la lascio ad altri. Chi non arrampica però è letteralmente affascinato da chi invece lo fa, e la domanda che mi sento fare più frequentemente è: “Ma tu non hai paura?”

La mia risposta è sempre la solita. Rispondo che ho molta paura a volte, e che questa paura per me non è un freno ma è un modo per mettermi costantemente in gioco. D’altronde, lo scopo di ognuno, non è quello di arrivare a toccare i propri limiti?

Fatto sta che a fine Agosto 2018 mi ritrovo sotto la parete. La scritta sbiadita, segno degli anni che passano inesorabili, mi fa già sognare. Penso agli apritori, negli anni ’80, a cosa hanno provato nel momento in cui sono partiti per aprire un itinerario così maestoso. Sono letteralmente in un altro pianeta: scalo veloce, pieno di adrenalina in corpo, non sento nè caldo nè freddo, nè fame nè sete. Ho solo voglia di arrampicare, di godermi questa arrampicata sotto questo cielo azzurro da sogno con i camosci che mi guardano e osservano ogni mio movimento.

La cosa che ricorderò per sempre, sono le doppie al buio. In quel momento ho provato un senso di pace, di serenità. Mentre i miei compagni erano tesi e cercavano di essere veloci, io non volevo scendere. Sarei rimasto lì, a godermi quel silenzio, quella sensazione che senti poche volte nella vita, dove comprendi che tutte le difficoltà giornaliere probabilmente servono per arrivare a godersi in modo così totalizzante quelle emozioni.

Amo l’arrampicata per questo: ti denuda. Ti mette davanti ai tuoi limiti, soprattutto mentali, e ti dimostra chi sei; anzi, ti fa dimostare chi sei. Perchè sei tu che prendi in mano la situazione, che decidi di proseguire o tornare indietro, di continuare nonostante le braccia piene e l’ultima protezione lontana.Sei tu e ti devi accettare per quello che sei. Coraggiosi si nasce, ma probabilmente lo si può anche diventare. Con pazienza, con metodo e soprattutto con una piena accettazione di sè stessi.

Ma tu non hai paura? Probabilmente, dopo tutto questo, direi di no.

Ho solo paura di vivere una vita senza tutto questo.

Pubblicato da Gianluca

Mi chiamo Gianluca Forti,amo arrampicare e allenarmi per raggiungere i miei obbiettivi. Il blog nasce per relazionare le vie che ripeto con i miei compagni di cordata. L'arrampicata è uno sport pericoloso,e chi lo pratica lo fa a suo rischio e pericolo. Non mi assumo nessuna responsabilità.

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