SHOOTING DAY

Ph. Nicholas Ferrari Photo

Durante la settimana scorsa, al lavoro, Nicholas e io progettiamo uno “shooting day” nel week-end.
L’ obbiettivo – per lui – è quello di avere materiale.
L’ obbiettivo mio invece è quello di avere foto per il blog.
Decidiamo innanzitutto la location e la scelta ricade sulla falesia di Mazzano.
In alto, sopra le soste, c’è una ferrata che permette di calarsi in doppia.
Siamo molto gasati da quello che ci attende, ma improvvisamente un dubbio atroce: chi mi terrà la corda?
Sinceramente mi ritrovo con le spalle al muro.
Trovare un climber che di domenica sia disposto a tenermi la corda su un tiro per un’ ora buona è cosa ardua.
Mi viene in mente che mia figlia dormirà dalla nonna Lisa, quindi Laura – mia moglie- è libera.
Laura e il gri-gri non sono mai stati grandi amici, ma la convinco che non dovrà fare molto e che comunque, in caso, ci sarà anche Nico in suo aiuto.
Andata.
Così Domenica mattina ci svegliamo e partiamo alla volta della falesia.
Lei, pigra come al solito, si lamenta del fatto che ho parcheggiato più in basso rispetto al solito e mi infama.
Io, che la conosco, rido.
Nico, da esterno, si gode la gag marito e moglie e ride a sua volta.
Sono completamente a mio agio perchè sono insieme a due delle persone a cui voglio più bene in assoluto.
Con loro non ho bisogno di pensare a pesare ogni parola, posso essere me stesso e so che mi apprezzano per quello che sono.

Laura in tutta la sua bellezza. Ph. Nicholas Ferrari Photo


Arrivati alla base della parete, prepariamo il materiale e raggiungiamo in breve le calate.

Preparativi.
Nicholas e io durante i preparativi.


La messa a punto ci ruba una buona mezz’ ora, tra sistemazione materiale e scelta della via.
Mi fido ciecamente di Nicholas e so che se decide una cosa è perchè l’ ha studiata per bene.
Fatto sta che dopo aver preparato tutto, mi calo e piazzo i rinvii: oggi purtroppo non si scala, ma ci si fa fotografare.
Arrivato a terra, sono già pronto a partire.
Laura, che non è mai troppo sicura di sè, ha paura perchè sono sei anni che non mi assicura più.
Non do molto peso alla cosa, anche perchè ho il pieno controllo di tutto e non la metterei mai in difficoltà.

Ph. Nicholas Ferrari Photo


Così parto e Nico inizia la sfilza di scatti.
“Arcua”, “vola”, “alzati”, “dammi il pugno” sono solo alcuni dei consigli che lui mi dà, sentendosi come un Jimmy Chin in erba e io sotto alla Alex Honnold (ti piacerebbe!!!!).

Ph. Nicholas Ferrari Photo


Nicholas, dopo un’ ora, è soddisfatto.
Laura ora è più serena: ride e scherza, ha ripreso la mano ad assicurare e ci fa delle foto dal basso notevoli.
Anche lei ha la passione per la fotografia e ha una capacità innata di cogliere i contenuti (cit. Nicholas Ferrari photo).
Io, dal mio canto, faccio il disinteressato ma invento ogni scusa plausibile per scalare.
Mi sento come un bambino che va a Gardaland e rimane al cancello di ingresso.
Non ho voglia di condizionare tutti però, quindi ascolto il fotografo ed eseguo ogni suo comando.

Ph. Nicholas Ferrari Photo


Giunti a terra, ci guardiamo e capiamo che, anche se non porterà a nulla, abbiamo creato qualcosa.
Abbiamo rafforzato quel già duro legame che ci unisce.
Dopo le fatiche, decidiamo per un thè freddo in un bar.
Mentre beviamo guardiamo le foto e alcune sono veramente belle.
Nicholas ha talento, ha trovato la sua strada e mi auguro per lui che abbia la caparbietà per non abbandonare questo nuovo e affascinante percorso.
Laura è felice: ha superato una sua paura e ha contribuito ad aiutarci in un progetto che per ora sembra troppo più grande di noi, ma che non ci spaventa.
Io li guardo scherzare e mi godo quella purezza che quell’ attimo mi regala.
Mia moglie e il mio migliore amico insieme a me, in questi nostri strampalati progetti.
D’ altronde, la vita è vivere momenti indimenticabili con persone che ami.
Oggi posso dire di aver vissuto.

Errore stupido, da non commettere.
Il gommino sempre sotto.
ATTENZIONE!!!

PS: purtroppo ieri, presi da mille cose, non ci siamo accorti che l’ ultimo rinvio prima della sosta era posizionato al contrario. Il rinvio era stato posizionato da me dall’ alto, solo perchè la calata era in strapiombo e avevo bisogno di stare il più possibile vicino alla parete. Non avevamo intenzione di usarlo, anche perchè avevo usato tutti rinvii CAMP e quello era diverso. Abbiamo commesso un errore e chiediamo scusa perchè bisogna sempre stare attenti. D’ altro canto, non credo che ci flagelleremo per questa cosa. La prossima volta staremo attenti anche a quello e non commetteremo più l’ errore. Grazie a chi non si è fatto scappare la disattenzione.

Pubblicato da Gianluca

Mi chiamo Gianluca Forti,amo arrampicare e allenarmi per raggiungere i miei obbiettivi. Il blog nasce per relazionare le vie che ripeto con i miei compagni di cordata. L'arrampicata è uno sport pericoloso,e chi lo pratica lo fa a suo rischio e pericolo. Non mi assumo nessuna responsabilità.

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