Cyber-invidiosi: ultima fermata! – “No Ponte No Party” Corno Clem

Il tema della settimana con Sandro è uno: non vogliamo più scalare con lo zaino sulle spalle.
Così, infognato sempre più con Yosemite e quei mastodontici sacconi da recupero, compro un Petzl Bucket da 35 litri.

Le solite due cosine.


Per il week-end ho proposto al “vecchio” una via in Val Camonica.

I Corni dal basso.


La via si chiama “No ponte no party” e si trova sulla parete sud del Corno Clem.
430 metri di sviluppo e difficoltà in libera fino all’ VIII- sono ingredienti gustosi per la nostra ricetta: scalare una via impegnativa e in più fare pratica con il saccone da recupero su una via esigente.
Partiamo presto e il buio ci accompagna durante il sentiero.
Alla nostra sinistra il profilo lontano dei Corni è fantastico.Mi ricorda quella foto eccezionale che avevo fatto in Val Salarno, durante le doppie al buio.
Dopo meno di un’ ora siamo alla base.
Il sentiero non ha nulla di impegnativo, ma è costantemente in salita per tutto il tempo dell’ ascesa.
Attacca il Sandro, tiro facile ma insidioso.

1° tiro non banale.


Secondo tiro, sulla carta il più difficile di tutti, parto io.
Scalo bene, bello preciso su questa placca di piedi esigente e tecnica.
Mentre salgo penso che se la via sarà così per tutto il suo sviluppo, sarà veramente una soddisfazione la cima.

Sandro in arrivo alla seconda sosta.


Dal terzo tiro però le cose iniziano a cambiare: la parete è molto vegetata, la linea non sempre chiara dove si fatica a capire la logica in certi tratti.
La motivazione cala, fa caldo e non sento più quella fame, quella ambizione di salire e arrivare fino in vetta.

La parete parecchio vegetata.


Prima di partire per l’ ottavo tiro, mi confronto con Sandro e anche lui si trova nella stessa situazione.
Si aspettava di più.
Quando arrampichi su vie lunghe secondo me la motivazione è tutto; se viene a mancare quella, non sei messo in una bella situazione.
Decidiamo di tornare a terra anche perchè la possibilità che in discesa le corde si incastrino negli alberi sono parecchie.
Nessuno dei due vuole dormire in Val Camonica, stanotte.
Le doppie vanno bene, cambiamo tutti i cordoni per le calate e in breve siamo all’ attacco.
Che delusione!
Di “grandi itinerari alpinistici” oggi, almeno per me, non se ne sono visti.
Si torna all’ auto e sia io che Sandro cerchiamo di vedere il lato positivo della giornata: anche oggi, abbiamo esplorato e siamo andati a mettere il naso dove di solito la gente non va.
Al giorno d’ oggi è veramente difficile comunicare.
Ti senti sempre giudicato, sempre con la luce puntata negli occhi, anche quando vorresti solamente esprimere un tuo parere.
Aprire un blog di arrampicata nel 2019 non è cosa per deboli di cuore: se sei uno come me, che fa vie abbastanza difficili ma non estreme, che arrampica ad un livello medio e non altissimo e che mostra i suoi allenamenti, poi, devi avere le spalle belle larghe.
Tornato a casa, decido di pubblicare un post su Facebook, dove molto pacatamente cerco di dire la mia su questa via.
Ho deciso di aprire un profilo Facebook solo da tre settimane perchè ho notato che la visibilità del blog aumenta in modo esponenziale rispetto che l’ utilizzo di un account Instagram.
Non che su Instagram non ci fossero i celeberrimi HATER, ma su Faccialibro – cit. DeToni- le persone danno il meglio di sè.
Certa gente si sente in dovere di dire qualsiasi cosa gli passi nell’ anticamera del cervello, ammesso e non concesso che siano dotati di questo organo.
Ci scandalizziamo quando sentiamo di episodi di cyberbullismo e non ci rendiamo conto che il problema è lì, davanti a noi, ci passa sopra e a volte nemmeno ce ne accorgiamo.
Non ho MAI scritto un commento negativo, non ho mai fatto guerre mediatiche e le volte che ci sono cascato è perchè non ho avuto la maturità di capire prima che certa gente vuole solo veder bruciare il mondo, come diceva il maggiordomo Alfred a Bruce Wayne, alias Batman.
Certa gente è invidiosa e reprime i suoi malesseri sfogandosi davanti a una tastiera verso persone che nemmeno conoscono.
Mi sento dare dell’ esaltato quando posto i miei allenamenti che svolgo in pausa pranzo, dove NON mangio neanche per allenarmi e per essere a casa la sera con mia moglie e mia figlia.
Faccio, insieme a mia moglie, sacrifici enormi anche a livello economico e passo il poco tempo libero che ho ad arrampicare.
Mi sono sentito dire che devo tenere un basso profilo, che c’è gente che ha più competenze di me e devo stare al mio posto quasi come ci fosse una gerarchia nella montagna.
Nel mio piccolo, ho ripetuto quasi 300 vie e sono una persona che studia parecchio per migliorarmi e acquisire maggiori competenze.

Sosta di emergenza: 2 nut, 1 friend e una cordone in clessidra.


Non mi sento arrivato, ma non mi sento nemmeno l’ ultima ruota del carro.
Capisco che ci sia gente che non accetta il nuovo che avanza.
Troppo entusiasmo, troppi sogni, troppa voglia di fare.
Non dev’ essere facile vivere una vita che non ti piace e sfogarti con chi invece sta facendo di tutto per cambiare la sua.
Rispetto tutti, sto maturando ancora e sono sicuro che arriverò a discostarmi da quella visione utopistica della vita dove vorrei andar d’ accordo con tutti e piacere alle persone per quello che sono.
Con i miei tanti difetti, ma anche con i miei pregi.
Non abbiate paura di essere quello che volete essere e non fatevi influenzare da quelli che mentre stai prendendo il volo ti prendono i piedi e ti obbligano a rimanere lì con loro in un mondo fatto di mediocrità e nessuna voglia di mettersi in gioco.
Siate voi stessi e sentitevi liberi di dire, sempre in modo rispettoso, quello che pensate e quello che vivete.
Sono sempre stato l’ avvocato delle cause perse e mi fa soffrire parecchio pensare che c’è gente sensibile o fragile che si fa sopraffare da quegli invidiosi che, in una strana visione dello Yin e Yang, accrescono il loro ego screditando gli altri.
Comunque, non tornerò più sull’ argomento all’ interno del blog, essenzialmente per due motivi.
Il primo è che io non mi devo giustificare di nulla.
Il secondo è che questo blog sta diventando una sorta di mio diario personale e ci tengo che abbia un certo stile.
Ad oggi abbiamo avuto quasi 3000 visualizzazioni e ci tengo che le persone che non mi conoscono abbiano un’ idea precisa di quello che sono.
Io mi ricordo sempre da dove sono venuto.
Tranquilli, non mi vedrete mai sentirmi migliore di voi: di solito accade sempre l’ opposto.
Per me una persona non vale più o meno di me in base al tempo sul cronometro o al grado che fa in falesia.
Puoi essere forte e bravo quanto vuoi, ma preferisco ancora le persone ai numeri.
Finirei con una frase di Ian Maclaren che mi ha colpito tanto e che da allora è diventata un mio mantra.
Vi consiglio di andare oltre le righe, perchè fa riflettere.
“Sii gentile, ogni persona che incontri sta combattendo una dura battaglia.”

PS: sulla via non scriverò nulla. Se volete informazioni, prendete e andate a vedere con i vostri occhi. Sarò lieto di sentire il vostro parere.

Pubblicato da Gianluca

Mi chiamo Gianluca Forti,amo arrampicare e allenarmi per raggiungere i miei obbiettivi. Il blog nasce per relazionare le vie che ripeto con i miei compagni di cordata. L'arrampicata è uno sport pericoloso,e chi lo pratica lo fa a suo rischio e pericolo. Non mi assumo nessuna responsabilità.

One thought on “Cyber-invidiosi: ultima fermata! – “No Ponte No Party” Corno Clem

  1. Esplorare qualcosa di nuovo, mettersi in gioco per qualcosa in cui crediamo, non lo facciamo per farci belli davanti agli altri, perché la vera esplorazione è dentro noi stessi. E se gli altri vogliono criticare quello che facciamo, la maggior parte delle volte è perché sono invidiosi della forza che abbiamo dentro, a me qualcuno me l’ha detto direttamente in faccia, e questo per me è stato un complimento, perché così ho dimostrato di essere me stesso

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