ISEO LAKE CLIMBING AREA on "Sulla punta delle dita"

Iseo Lake Climbing Area

Luca Briconi e io ci siamo conosciuti sui social.
Si è fatto avanti lui, chiedendomi se potevo pubblicare un suo articolo sul mio blog.
La cosa mi ha fatto molto piacere.
Questo significa che il Blog ha già degli attenti lettori e sostenitori.
Considerando la giovane età di “Sulla punta delle dita”, sono grandi risultati per Nicholas e per me.
Comunque, quando mi ha chiesto se l’ idea poteva interessarmi, ero un pò frenato.
Non sapevo chi era, che idee aveva, cosa mi avrebbe proposto.
Appena abbiamo avuto modo di sentirci, ho trovato una persona umile e con una passione fuori dal comune.
Chiodatore e sistematore di vie, soprattutto in quel di Predore, Luca mi ha convinto con la sua pacatezza e con il suo modo di fare molto sincero.
Così, letto l’ articolo, non ci ho pensato due volte.
Tengo a precisare che a parte sistemare spazi, virgole e accenti non ho toccato il testo di Luca.
Il modo di scrivere è completamente diverso dal mio, ma penso possiate apprezzarlo comunque.
Sono contento di aver avuto anche il modo di dimostrare che a differenza di tanti chiacchieroni sono disponibile al dialogo.
Penso sia un gesto anche molto umile ospitare qualcuno su uno spazio così privato.
Non ruberò altro spazio a Luca e al Iseo Lake Climbing Area.
Grazie per la condivisione.
Buona lettura.

Testo a cura di Luca Briconi per Iseo Lake Climbing Area

GIUSTO PER CONOSCERCI

Tutto ebbe inizio quando il mare riempiva le nostre vallate ………….. mmmhhh , forse la fase di formazione del calcare è meglio tralasciarla .
Tutto nasce da un idea di M. e L. , perché non creare una pagina FB che parli della valle dell’Opol?
Perché no, ma facciamo di più, uno strumento per mettere in comunicazione gli scalatori che tutte le domeniche affollano le sponde del Sebino .
Detto fatto, i nostri eroi in un men che non si dica danno vita a #Iseo Lake Climbing Area, ma una pagina FB in fondo è un “niente liscio” se non ci metti dentro qualcosa di concreto.
Una prima azione concreta, è stata quella di organizzare una raccolta fondi con lo scopo di cambiare le soste della falesia di Marone, superfrequentata nelle giornate di pioggia con una “signora” chiodatura, datata ma di qualità.
Purtroppo le soste versavano in condizioni penose, urgeva un intervento atto alla messa in sicurezza della falesia .
Un rapido giro di informazione tra chat e chiacchiere in palestra (CLIMBING SEBINO) e il budget è stato raggiunto rapidamente .
La prima raccolta fondi ha dato i risultati sperati, 9 soste inox nuove fiammanti sventolano in cima ai tiri di Marone .
Come avrete capito, non siamo un associazione, ma solo l’idea che il piccolo intervento di tanti ognuno con le sue possibilità, possa dare dei risultati .
La nostra CASA è il CLIMBING SEBINO, la nostra palestra dove molti di noi hanno iniziato e al di là del fatto che la si frequenti tanto o poco, “CI VEDIAMO DAL DAZZI” è una frase che mette sempre di buon umore .
Ora la nostra attenzione si sta rivolgendo al recupero di un settore stupendo, purtroppo mai completato, per ragioni mancanza di tempo del chiodatore originale, oltre all’ampliamento di un settore facile.
Entrambi i progetti alla falesia di Predore, una volta completati diverrebbero (poche centinaia di mt separano infatti i 2 settori), un percorso didattico o di crescita a secondo di come la vogliate intendere.
Infatti nel primo settore, si possono muovere i primi passi sulla roccia, gradi dal 5A massimo 6A e chiodatura super rassicurante .
Per poi spostarsi al secondo settore, dal 6B fino e oltre il 7A, con una chiodatura un poco più impegnativa .
Se non vi siete ancora annoiati, vi raccontiamo una storia.

ILCA

La sicurezza è una cosa maledettamente seria, una storia di Climber trapani e giardinaggio .

Dopo 4 anni di arrampicata e pochi risultati in termini di grado, non posso sicuramente permettermi di insegnare a qualcuno la nobile arte di tirar tacche .
Posso, quello sì, portare la mia esperienza di scalatore curioso e prudente……… vabbè, a tratti pauroso .
In 4 anni di palestre e falesie, ho visto modi alquanto originali di vedere applicata la sicurezza, a volte per scarsa preparazione…… ma in certi casi sembrava fosse un atto di coraggio scalare su monotiri di 12 mt con 4 fittoni, facendosi fare sicura da un ragazzino con il secchiello ,atteggiamento molto maschiale anche se credo che sul lungo periodo possa dare problemi.
Non tutti abbiamo le doti, il tempo di applicarci e le opportunità che ci consentano di diventare forti, ma tutti abbiamo la possibilità di diventare assicuratori molto bravi .
Migliorare come assicuratore, oltre ad essere un dovere nei confronti dei nostri compagni di arrampicata, diventa molto utile anche a noi, per un sacco di buoni motivi.
Essere un buon compagno di cordata, ti dà la possibilità di scalare con climber più forti di te in falesie che non sono alla tua portata, un ottima maniera di progredire .
Non conosco Climber forti che scalano al 100% con la consapevolezza che la loro incolumità fisica sia in mano ad un inetto e comunque non li frequenterei .
Avere cura del nostro compagno, ci dà il diritto di pretendere la stessa attenzione.
Ho visto spesso assicuratori, la cui unica preoccupazione era quella di fare arrivare corda allo scalatore, senza preoccuparsi del fatto che a 4 metri da terra averne fuori 8 di corda rendeva il loro compagno un novello e inconsapevole Alex Honnold, ma senza le sue capacità.
E’ vero che su un 4C si cade poco, ma la roccia si rompe più spesso che su un 7A .
7A DI PLACCA ………
Mi è capitato più di una volta di sbagliare qualcosa e la mia prima reazione è stata quella di difesa ,
controbattere con frasi tipo: “mi hanno spiegato così”, o ancora peggio, “ma io riesco meglio così”.
Fortunatamente, mi sono circondato di persone intelligenti che non hanno ribattuto mai, dandomi la possibilità di riflettere e capire che loro avevano ragione ( devo anche ammettere che di errori gravi non ne ho mai fatti ).
Certe volte ci sono persone che fanno cose che ti vien voglia di prenderli a schiaffi …..e poi ridono, cazzo………
Per me, esiste una sostanziale differenza tra un compagno di scalata e uno a cui serve una sicura .
Un compagno di scalata è uno che non necessariamente sarà tuo amico per sempre, ma è uno che si diverte a scalare con te, poi capita a tutti di uscire con lo stronzetto di turno che una volta che chiuso il suo “progetto”, si mostra spazientito e ha solo voglia di farti scendere perché si stufa.
Credi che io mi sia divertito a urlarti “alè duro” mentre ti tremolava la gambetta sul passo passo chiave ???? Ti garantisco che era meglio guardare il sedere della bella scalatrice sul 5B a 2 tiri di distanza !!!
L’incidente in scalata, dipende da 2 grandi famiglie di eventi: quelli che dipendono da noi e quelli che non possiamo prevedere .
I materiali moderni, la preparazione e a volte un pizzico di fortuna, limitano gli incidenti nelle falesie a eventi quasi mai fatali.
Fa bene alla salute portare a casa qualche escoriazione ogni tanto.
Ci ricorda che quelli forti sono in un altro settore .
Tutto è bene quel che finisce bene, ma poteva andare peggio …….
Alla seconda famiglia appartengono, soprattutto, cadute di sassi dall’alto o eventi atmosferici improvvisi .
Le attrezzature difettose possono essere una causa di incidente, ma vista l’attenzione che ci mettono le case produttrici e le palestre, sono eventi rarissimi .
Dai nostri comportamenti, dipendono la stragrande maggioranza degli incidenti.
Mi piacerebbe proseguire affrontando una parte spesso trascurata dagli scalatori ….. la cura del terreno di gioco , che chiaramente non li riguarda , tanto passa il giardiniere più tardi .
Spesso arriviamo nella nostra falesia preferita, il nostro parco giochi e lo troviamo in perfetto ordine .
Tutti gli appigli sono al loro posto e se ne stanno saldamente attaccati alla parete, la spittatura è generosa e di qualità e le soste sono efficienti e a prova di disastro nucleare .
Ma non sempre è così, a volte la vegetazione la fa da padrona, le soste farebbero paura anche all’alpinista più coraggioso e le protezioni lunghe come il digiuno sui voli Ryanair .
PUNTI DI VISTA ………….
COSA FACCIO IO IN QUESTI CASI, OLTRE A VANGARVI L’ORTO CON STE PAPIRO ???
La prima cosa che faccio è cercare di capire se il posto è adatto a me, se le mie capacità mi consentono di scalare senza rischiare l’infortunio in queste condizioni.
Se sì, la domanda 2 è: i miei compagni hanno capacità almeno equivalenti ????
Al di là del divertimento, far “ragliare” un compagno da 4C su un 7A può essere anche pericoloso……..ma ammetto che a volte , l’egoismo , ha distorto un pochino il giudizio sul punto 2 …..
Fin dalle prime uscite in ambiente ( Settore Vecchio di Predore ………. tutti in piedi , per favore ), ho cercato di capire lo stato di protezioni e soste .
Conoscere i ragazzi che frequentavano la falesia mi ha dato la possibilità di instaurare un rapporto di simpatia e cordialità con il santo Protettore del Luogo Sacro, un ragazzo dotato di grande eleganza sulla roccia e di un cuore immenso, che dedica parte del suo tempo libero ( mi sa tutto il suo tempo libero), alla chiodatura e al mantenimento dei settori di arrampicata.
Lo chiameremo MrX, perché come molti chiodatori preferisce il profilo basso .
Scalare con gente esperta, mi ha fatto capire perché le protezioni erano messe così, mi ha insegnato a distinguere una bella chiodatura da una chiodatura punto e basta, a volte fitta ma fatta male, e che gli spit specie quelli inox non nascono sulle rocce .
Ho cominciato a girare con un moschettone nello zaino e a cambiarlo sulle soste quando ne trovavo uno che sembrava arrivato direttamente dalla Grande Guerra .
Ho lasciato qualche “soldino” nella cassettina dove si raccolgono le offerte per le falesie …..c’è sempre una cassettina che langue nel ritrovo dei climber ….
E c’è sempre un ritrovo dei Climber, che in quanto portatori sani di sete atavica post arrampicata e spesso grandi bestemmiatori, non si ritrovano quasi mai all’oratorio…..
Ne segue che la birra c’è in varietà e quantità adeguata (per le bestemmie bisognerebbe aprire una parentesi , ma la chiudo subito in quanto credo sarebbe una battaglia persa in partenza).
Ogni volta che ho rilevato dei problemi sui tiri, che io non potevo risolvere , ho contattato MrX, e lui ci ha messo mano .
SOSTA VINTAGE, A QUALCUNO PUO’ PIACERE , A NOI NO…….
Chiaramente, quando ho ritenuto che in settore ci volesse una sosta in più, gli ho regalato la sosta e lui l’ha cambiata ( colletta tra amici ).
Mi sembra chiaro che se vogliamo che qualcuno aggiunga uno spit su un tiro perché lo riteniamo opportuno ( o perché semplicemente , ce la facciamo sotto ) , è buona educazione presentare la richiesta con spit e piastrina …… poi se magari gli offriamo anche una birra magari scopriamo che ha bisogno di una mano e che è anche simpatico ……. è pieno di MrX la fuori , cerchiamoli e nutriamoli (una ciotola di spit inox , di solito li rende felici ) .
Spesso noto, nelle “fioriere” in cui uso scalare ( fioriera = falesia facile in cui potresti piantare le viole nelle capienti vasche chiamate anche “mantegone” …… che cazzo è una mantegona per i “civili” non l’ho ancora capito ), che nessuno strappa mai neppure un erbetta.
In Sala Giochi settore facile della Falesia di Predore, ho stimato che scalino 200 persone al mese.
Se tutti strappassimo un erbetta ad ogni tiro la falesia sarebbe sempre pulita ( in effetti se tutti lasciassimo anche solo un Eurino nella cassettina di MrX per ogni volta che ci andiamo , avremmo un
gruzzoletto tutti gli anni per manutenzioni e nuove aperture ).
È strachiaro che NESSUNO è obbligato a pagare per scalare, io mi sento in dovere di aiutare , mi fa sentire a posto e mi da la sensazione di appartenere ad una comunità .
CHE COSA C’ENTRA TUTTO QUESTO CON LA SICUREZZA???
C’entra perchè:
meno erba, meno sassi , più prese libere meno possibilità di cadute .
Più soldi, più manutenzioni meno incidenti.
Più “chiacchere” sane , più informazione = più formazione.
Più birra, meno sete …. dopo avere scalato naturalmente .

I MATERIALI CHE UTILIZZIAMO.

Io sono un maniaco cambio corda tutti gli anni e mi piace avere tutta roba nuova.
Il materiale comprato usato da altri mi entusiasma come un paracarro degli anni 60 .
Non dico che si debba essere tutti così, ma la corda del nonno Basilio che non scala più dagli anni ’80 non è che se la usi in palestra va bene ……. cadere da 8 o da 20 o da 30 metri, non fa tanta differenza, si tende a spiaccicarsi in ogni caso.
Come dicevo, spesso scalo nelle “fioriere” e spesso in posti con 10 tiri ci sono 25 scalatori.
Ho visto code che neanche all’esselunga il sabato pomeriggio….
Quando tutti i tiri sono impegnati è facile che dall’alto cada qualcosa: sassi, rinvii, scalatori e perfino cellulari.
Vi garantisco che l’ho visto 2 volte ….. non so la marca, ma uno funzionava ancora .
In questi casi il casco per far sicura dovrebbe essere la norma, scalando i rischi sono inferiori e spesso anch’io lo levo anche se potrei tenerlo .
Una buona abitudine che ho appreso sempre dai miei amici forti, è quella di usare in sosta i miei materiali
quando faccio scalare con la corda dall’alto e di calarmi da una coppia quando scalo primo ma non smonto il tiro ( naturalmente se anche l’altro scala da primo ).
Può sembrare una banalità ma non la vedo un abitudine così diffusa .
Per quanto riguarda la sicura, credo di poter affermare che ci sono 2 modi di farla.
Quello giusto e quello sbagliato , se non siete certi di conoscere quello sbagliato ……. chiedete ai professionisti , Guide Alpine e Istruttori d’Arrampicata 2 dritte anche gratis ve le danno ( che poi 2 scudi investiti in un corso, sono meno di quello che investiremmo in ortopedici ) .
Se non avete a portata di mano un professionista della montagna, quando avete comprato il GriGri ci
stava pure il libretto delle istruzioni, esattamente come quello della libreria Billy dell’Ikea …….. ma sicuramente più utile in falesia .

Sempre vostri – I.L.C.A.

Per tutti quelli che presi da irrefrenabile voglia di dare i Soldini a MrX ricordo che :
Presso il Bar Vecchia Filanda a Predore trovate birra panini e la cassettina di MrX , obbiettivo manutenzione continua e apertura nuovi settori
Presso la Palestra Climbing Sebino di Paratico , trovate plastica per scalare e la cassettina di Iseo Lake Climbing Area , progetto di recupero settore #7vizicapitali e ampliamento settore facile .
……..come tutte le cassettine , languono con decoro ……..
I CHIODATORI SONO ANIMALI SCHIVI RARI E PREZIOSI , NON DISTURBIAMOLI MENTRE LAVORANO .
AVVICINARLI CON EDUCAZIONE , AIUTA ALLA SALVAGUARDIA DELLA SPECIE …………..
PUOI METTERE UN LIKE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK
ISEO LAKE CLIMBING AREA

Pubblicato da Gianluca

Mi chiamo Gianluca Forti,amo arrampicare e allenarmi per raggiungere i miei obbiettivi. Il blog nasce per relazionare le vie che ripeto con i miei compagni di cordata. L'arrampicata è uno sport pericoloso,e chi lo pratica lo fa a suo rischio e pericolo. Non mi assumo nessuna responsabilità.

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